Chiara Franceschelli

arsomiglio-chiarafranceschelli-blackUn tornado strappa dalla culla la piccola Chiara Franceschelli e la trasporta sulle nuvole, dove viene adottata dagli abitanti di un grosso cumulonembo e cresciuta nella loro città.

Camminare sulle nubi non è semplice per chi, come Chiara, è nato da famiglia terricola, così le è necessario girare sempre con una dozzina di palloncini gonfi d’elio legati alla cintura, per non perdersi nel vapore acqueo. Tale pratica non la fa mai sentire pienamente inserità nella società idrometeorica: veste solo palloncini neri, è scontrosa con tutti e desidera tornare sulla terra ma, nostante le forti pulsioni gravitali che tirano il suo spirito, le ci vogliono anni per decidersi e, solo compiuta la maggiore età (che per la gente piuttosto longeva delle nuvole occorre a ventuno anni), scioglie alfine i nodi che la legano al cielo, liberando uno ad uno gli aviosostegni. In poche ore, camminando sulle correnti aeree, raggiunge il suolo non lontano dalla città di Perugia, dove inizia un difficilissimo percorso fisioterapico per imparare a camminare sul terreno.

Scopre nella fototerapia un valido supporto psicologico: nella camera oscura vive un ambiente raccolto, con le finestre schermate alla luce solare, lontana dal ricordo della patria celeste. Impara a colmare l’abitudine ai venti con l’ausilio del phon e si specializza nell’asciugatura rapida delle foto, entrando nel guinnes dei primati sia come asciugatrice del maggior numero di Arsomigli consecutivi (cinquecentotrentasei), sia per la più lunga permanenza in una stanza con sole luci rosse (ben otto anni e tre mesi).

Concluso il trattamento e finalmente libera di farsi una vita, Chiara Franceschelli decide di sfruttare a fini lavorativi la propria doppia natura: ricorda ancora come camminare sulle brezze e le è facile raggiungere le vette delle montagne così, in brevissimo tempo, adornata nuovamente da palloncini neri ed armata di secchi di vernice bianca, diviene una pittrice di neve di fama mondiale.

Proprio mentre sta imbiancando la cima di un monte incontra il Signor Gustavo Coscienza – impegnato a piazzare barattoli solargrafici in alta quota – che la introduce nel circolo ermetico del cuartonigro photolab e successivamente nella ciurma pirata del F.R.A., gruppi informali di fotografi con i quali tuttora collabora.

vedi anche:

gadget – papillon di legno.

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