Innocenti Invasioni: il workshop!

Robot_work_01_01Di Fabrizio Bellini.

E’ ancora presto per un resoconto sulle Innocenti Invasioni (la mostra è stata prorogata al 22 gennaio e ci vuole un certo distacco per scrivere di eventi così emozionanti), ma è un buon momento, in questi giorni di tedio invernale, per ripensare al workshop di ROBOTOLOGICA tenutosi a scalo San Lorenzo in Roma il 12 ed il 13 di Dicembre, e provare a farne un racconto.

L’idea era stringere in due giorni tutta la ROBOTOLOGICA per come io la intendo, tutta la filiera del riciclaggio artistico, dalla raccolta dei rifiuti passando per lo smontaggio e la selezione dei pezzi, per l’assemblaggio vero e proprio fino all’interazione in un lavoro svolto a più mani.

Un’idea ambiziosa, ai miei occhi, ma forte dell’esperienza agostina del Nomadic Arts Festival, quella riunione di folli intenta a vagare per il quartiere in azioni performative per tornare ritmicamente alla base, la super accogliente Galleria 291 Est, rilassarsi e poi tornare alla carica.

La mia attività in quell’occasione fu una performance d’accompagnamento: l’azione di chinarmi in continuazione a raccogliere ogni sorta di piccolo rifiuto utilizzabile, riempiendo tasche e cappello, per poi svuotarle nel Mucchio al ritorno, per fare e far fare Robottini e contribuire anch’io alla progressiva trasformazione della Galleria, fra ragnatele di lana, arsumigli e messaggi appesi qua e là. San Lorenzo e la tangenziale offrirono ampie risorse in fatto di rifiuti: il sottobosco dei cassonetti, l’isola lontana dei dadi e delle rondelle, gli abissi dei sampietrini, ciò che è ai piedi dei piloni ed agli angoli affossati dei marciapiedi.

Così, complice un’anomala primavera dicembrina, si è partiti in una passeggiata sconnessa e a testa bassa, raccattando ogni sorta di stranezza la strada era pronta a donare, chicchierando ogni tanto della qualità dei pezzi raccolti, delle loro evocazioni. Pensavo di dover faticare per innescare in Maurizio, Flavia, Alessandro e Flavio la prospettiva che volevo, invece sono stato preso in contropiede: avevano già visto la mostra ed ascoltato le spiegazioni mentre prendevamo il caffè, ed avevano capito benissimo lo spirito necessario all’assemblaggio, il vedere pezzi di robot in ogni oggetto caduto a terra, il non dire “guarda, un pettine” ma dire “guarda, una cresta di un punk!” o “guarda, una fila di denti!”

Tornati in galleria si è presto riempito il tavolo e si è partiti allo smontaggio… ma già c’era chi progettava il suo Robot con la mente, assegnando ai pezzi una potenziale interpretazione.

E’ giusto: un Robotologo deve conoscere i pezzi del suo mucchio, deve osservarli, tastarli, e sperare di ritrovarli al momento giusto nel caos primigenio del Mucchio.

Ma io, da vero manipolatore, non davo ancora loro la colla.

Invece ho fatto il solito scontato, sconnesso ma utile discorso su tecnica e poetica, e finito con calma di selezionare i pezzi, togliendo quelli più grandi e quelli particolarmente insulsi.

Un materiale che non avevo mai usato (non sono molti, credetemi) fu introdotto nel Mucchio, a dimostrazione che non si finisce mai di sperimentare… e d’imparare dalla Robotologica degli altri, anche se novizi.

Solo al termine della predica distribuii la colla, resi grazia e li lasciai sfogare.

Come in ogni cosa, bisogna prenderci la mano, ma a parte un eccessivo sperpero di Attak (Maurizio), mi sono stupito della varietà d’idee innovative che sono risultate, Robottini che non avrei mai immaginato, come il centometrista con la testa trasparente, il pacifico carroarmato dalle molte teste, il narciso allo specchio, la stronza dal cuore blu e il suo spasimante dal cuore a pezzi.

Altro motivo di stupore è stato osservare il fitto scambio d’idee che si è creato fra i partecipanti, nel cercare i pezzi esteticamente e psicologicamente adatti ai Robottini degli altri, e nel chiacchierare di altro, di fantascienza e di arte.

Il secondo giorno sarebbe stato più difficile. Completare il pannello (uno scuro di una finestra che mi ha regalato la Manu tempo fa) in una giornata mi pareva quasi impossibile. E prima di cominciare avevo programmato un esercizio di riscaldamento, assemblare un Robottino in quindici minuti. Assemblare a tempo è una cosa che andava fatta in un workshop di Robotologica completo: costringere a non pensare troppo a quello che si sta facendo, a farlo e basta.

Un’altra volta mi sono dovuto ricredere: non solo siamo riusciti a completare il pannello, ma al termine si è continuato compulsivamente ad assemblare Robottini tanto che io e Vania abbiamo dovuto imporci con la forza per dichiarare – più volte – terminato il workshop. Mai visto gente tanto fomentata!

Una pausa per liberare il tavolo e mangiare qualcosa, poi – anche se sfiniti – tutti a giocare a RoboRally, parte integrante e rituale di ogni laboratorio che si rispetti.

In questa galleria qualche immagine di questa incredibile esperienza, della consegna delle lauree in Robotologica e delle opere prodotte.

Ringraziamenti dovuti ai partecipanti ed a Vania e Giulia che hanno reso possibile il tutto.

Con emozione.

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Alcatraz in Viola!

Laboratori creativi di Fiorivano le Viole al Festival dell’Immaginazione.

Alcatraz1 (1)Sui verdi prati di Alcatraz, alcuni dei prodi creativi di Fiorivano le Viole hanno rincorso il semprevivo fantasma di Andrea Pazienza alla ricerca di una danza spontanea che potesse unire arte e socialità, coinvolgendo i presenti nelle calde ombre dell’assemblaggio e della pittura. Primi pomeriggi ricchi d’interazioni, chiacchiere, scoperte. Laboratori senza maestri ed allievi, veicolo di esperienze e passioni. Piccoli spazi senza mura a fare da contrappunto alle interessantissime lezioni. Piccoli artisti quasi anonimi felici di scorrere fra i grandi nomi del cartellone e fieri della propria leggerezza: Fabrizio Bellini, Massimo Boccardini ed Elisa Canestrelli (Atelier degli Artisti) animatori di un approccio fluido e naturale alla creatività ed all’immaginazione.

programmawebArtisti insonni a chiacchierare tutta notte attorno al tavolo o dentro la piscina riscaldata, ma pronti la mattina dopo a ricominciare il gioco dell’arte.

L’attesissimo ritorno di OH!PAPER!

Ritorna OH!PAPER, il laboratorio di manipolazione della carta di BracciaRubate, a cura di Zolletta e dei suoi piccoli amici, spostandosi dall’insulso e populista mercoledì ad un più intimo e saggio martedì, giorno della raccolta differenziata della carta. Come sempre tutti sono invitati a partecipare (gratuitamente) in un orario che tradizionalmente si assesta attorno alle 21.30.

S’inizia oggi, ovvero martedì 16 settembre, e si andrà avanti per tutti i martedì fino all’arrivo di una qualsiasi estate.

Grande novità di quest’anno è il controlaboratorio interno di backgamon, durante il quale s’impareranno a costruire tabelloni pieni di splendidi triangoli neri e rossi, a raccogliere sassolini di diversi colori ed a contare fino a sei.

Per questa sera il fin troppo egocentrico meteo informa che sono previsti monopoli, polimoli, pominili, moliponi, monogamie grafiche e poligamie sillabiche. Lo sportivo salto in lungo fra significanti e significati svilupperà saliva che come sudore compenserà l’assenza di senso.

A seguire alcune opere su carta prodotte nei mesi estivi da artisti vacanzieri ma non disimpegnati:

Robottini dell’ultimo periodo

Ecco una galleria di alcuni dei Robottini assemblati quest’estate fra RiverRock festival, saltuarie visite di neofiti a bottega e festAmbiente… da pochi giorni è anche attiva la pagina “robotologica” su facebook, luogo di condivisione per tutto quello che riguarda robot, assemblaggio artistico e riciclo!

Tutti i Mostri della Festa dei Mostri

La Festa Nazionale dei Mostri è un evento a basso impatto energetico, ovvero è organizzato con programmatica semplicità al fine di evocare un’atmosfera di ozio, gioco e stupore infantile, risultato che sento essersi realizzato…

Seconda edizione, è vero, ma piena di prime volte: il primo emozionante concerto a BracciaRubate, la prima collaborazione attiva con lo studio OKO di Attilio Brancaccio, la prima volta che i rockettari dell’umbria in divisa da concerto si trovano mischiati a famiglie con bambini a disegnare Mostri. Una Festa Nazionale dei Mostri baciata dal sole, una bottega d’arte che si apre fervente al situazionismo di stampo surreale, una sessione di ritratti mostruosi nella quale ognuno ha mostro-gestito la propria parte mostruosa in un vortice d’ispirazione, attingendo accessori qua e là, una caccia al tesoro che ha permesso finalmente ai Mostri di riavere il proprio Re tutto d’un pezzo, una session musicale intima ed atmosferica con le Radiolari – fortemente volute da tutti i creativi di BracciaRubate – in versione semiacustica a mischiare le loro ballate perfette con accenni di canzoni italiane delle più popolari, un dopo festa all’insegna dello sballo consapevole e dell’incontro di animi.

L’unica pecca di tale evento è che ora occorrerà aspettare un anno per rifarlo!

Mostra il tuo Mostro – foto di Attilio Brancaccio@studioOKO, via Cartolari, 14:

Un mostruoso pomeriggio in Via Cartolari:

Radiolari@BracciaRubate:

il dopo festa:

NB: Prossimamente aggiungeremo altre immagini di altri fotografi…

 

Fiorivano le Viole nei luoghi di don Matteo

don matteo-articolo

In attesa di raccogliere ed organizzare le foto dell’azione performativa di Mastro Zolletta al Gran Falò dei Curriculum del primo maggio, ecco una galleria dei laboratori svolti dai creativi di Fiorivano le Viole durante l’evento Spre.k.o. – la festa di cittadinanzattiva tenutasi a Spoleto dal 2 al 4 maggio.

Fabrizio Bellini ha portato il laboratorio aperto di ROBOTOLOGICA, Chiara Dionigi quello di carta e rilegatura mentre Francesco Capponi, maledetto da Apollo, ha tentato quasi invano di fare cianotipie. Il clima è stato crudele, a tratti infame, i raggi di sole contati sulle dita di una mano, inficiando non poco il buon svolgersi di un evento ricco di laboratori, conferenze, incontri ed eventi interessanti, nel bellissimo contesto della rocca albornoziana (che fino a pochi anni fa era un carcere).

Assieme ai nostri, c’erano i rappresentanti di tre delle botteghe di pittura di via della Viola, i maestri Maurizio Pulvirenti, Massimo Boccardini e Josè Carlos Araoz, col loro laboratorio di pittura tridimensionale.

Vabbè, speriamo di poter partecipare anche il prossimo anno, magari senza sciarpe e cappotti (non è che ci lamentiamo, è che era proprio freddo!)

 

Pinhole Day a Perugia: una pioggia di foto

FRANonostante il maltempo (quasi certamente colpa dell’influsso anti-fotografico di Zolletta) l’edizione 2014 del Pinhole Day perugino (la seconda in città) è stata programmaticamente divertente, a tratti entusiasmante.

Con la poca luce che c’era, le foto stenopeiche le abbiamo “scattate” quasi tutte con esposizioni di dieci minuti, cercando di piazzare le scatole di cartone al riparo dalla pioggia e di bagnarci noi stessi il meno possibile, perciò la produzione è stata quantitativamente limitata… per fortuna c’era l’Afghan Box Camera a tenere banco!

L’arca del Cuartonigro photolab ha trovato degna collocazione nello spazio dell’ex-combo in via Cartolari, 1, proprio di fronte a BracciaRubate, segnando la definitiva alleanza fra br e cuartonigrenzi sotto la biblica quanto piratesca bandiera del F.R.A.