I Mostri, vero lusso per l’immaginazione

anonimo

Il primo di questi mangia i miei pensieri, mi svuota la mente ed io così vuota mi sento come un imbuto: sempre mi riempio di cose ma le cose non rimangono, lui le ingoia tutte.
ma se io ho la forma dell’imbuto, lui ha quella dell’aspirapolvere o del formichiere forse. ha un muso allungato, o un becco, dal quale esce una lingua lunga, ruvida e appiccicosa. è con questa lingua orribile che si prende i miei pensieri e se li mette in bocca. vorrei sapere perlomeno se ha denti per triturarli o se invece li manda giù tutti interi. il secondo caso mi sembra preferibile: i miei pensieri durerebbero un po’ più a lungo, e magari un giorno potrei anche recuperarli dalla sua pancia.

a volte me ne sto distesa al parco a guardare il cielo, o dal parrucchiere a sfogliare riviste. e penso e penso e penso, e mentre penso così tanto mi dimentico del mostro. Lui però diviene phon, diviene la mano del mio amico parrucchiere, diviene foglia e albero e nuvola. Assume le forme della realtà circostante, mi circonda. Lui mi ricorda che i miei ricordi sono in bilico come funamboli.

Ecco cosa successe: vidi un funambolo e così lui mi ricordò il mostro e tutto cominciò a vacillare. Ma deve esserci un modo per fermare tutto questo sgretolamento e scacciare dalla mia testa il mostro che mi fa sentire un imbuto! Altrimenti da imbuto mi trasformerò prima in tubo di gomma poi in scorrimento continuo dei pensieri dall’esterno alla bocca del mostro…

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